Agorà Terminillo

Dopo l’incontro di domenica 17 settembre 2017 a Pian de Valli, tra il Comune di Rieti e gli operatori, i turisti, ed i residenti, è chiaro che la nuova amministrazione intende aprire le proprie porte alle richieste del Terminillo e non a quelle dei terminillesi. La differenza è sottile, e dopo averci riflettuto sopra, posso credere che sia l’atto più efficace per testare la coesione della comunità. Viene posta una condizione, un’evoluzione dello stato attuale delle cose, ed una chiamata alla maturità: prima di venire da “Noi”, mettetevi d’accordo tra di “Voi”, associatevi (o meglio riassociatevi), e date al Comune un’interfaccia con cui parlare.


L’escamotage politica è evidente, ed è tesa a rimarcare la differenza con la precedente amministrazione, a prescindere dal programma elettorale e dai voti, non si dà ai terminillesi un delegato da poter crocifiggere in pubblica piazza, ma li si chiama ad un atto di crescita e responsabilità, rimandando la figura del direttore di stazione ad un futuro “Consorzio 2.0”.
C’è da dire che una scelta di questo tipo è, per alcuni versi, molto comoda per il Comune: non si sacrifica nessuno (per come stanno le cose oggi chiunque si deleghi ufficialmente al Terminillo, verrebbe bruciato politicamente); non si scontenta nessuno (tanti i candidati dello schieramento di destra con un programma sul Terminillo e sul turismo); e rimandando la palla nelle mani della popolazione, si scongiura il rischio dei favoritismi personali (hanno messo quello, e ha fatto quella cosa solo perché è amico di quell’altro).


Il Comune quindi si è dotato di un paracadute è vero, ma si è anche reso disponibile a salire sull’aereo, ed un grande aereo per partire non ha bisogno solo del singolo pilota ma di una squadra.
È qui che entriamo in gioco NOI; noi intesi come comunità, come famiglia, come la ricerca di uno scopo sovraordinato, di un destino comune. L’appello che faccio attraverso questa lettera non è quello di sotterrare l’ascia da guerra, ma quello di usarla prima o dopo essersi interfacciati con il comune, e non durante. Vedersi, incontrarsi, litigare, vomitare tutto quello che si ha dentro, e dopo andare avanti unitamente. La discussione pubblica, il dibattito fin dai tempi dell’antica Grecia, è uno degli elementi fondanti per la crescita politica e democratica di una città, e come nell’antichità, l’ammissione al dibattito deve essere riservato solo ad un determinato tipo di persone, ovvero gli appartenenti alla comunità. Le discriminanti che se potessi sceglierei per garantire l’accesso ad una riunione riguardante il Terminillo perciò, non sono solo il passato o il presente, ma anche e soprattutto il futuro: se si deve parlare del futuro del Terminillo, è giusto che oltre a chi c’era ieri e chi c’è oggi, ad avere peso sia anche e soprattutto chi ha intenzione di esserci domani, con le idee e la speranza verso il futuro, e non solo con il rancore ed i ricordi del passato.

A prescindere dall’elezione della nuova Pro loco, che è stata indicata più volte nel corso della sopracitata riunione come uno strumento dalla forma ideale per veicolare gli interessi turistici del Terminillo presso il Comune di Rieti, organizziamo un incontro, ed iniziamo a buttare via un po’ di veleno. Fino ad oggi ci sono stati scontri prevalentemente a distanza, cerchiamo di trasformare il dissapore in confronto, e le divergenze in vedute più ampie, armonizzando e non contrapponendo le diverse virtù, in modo che siano utili alla causa comune. Facciamolo al più presto, ed anche se difficilmente si realizzerà una “Polis” a Pian de Valli, cerchiamo di far diventare l’agorà terminillese una costante e non un’eccezione.

A. A.

Il Terminillo che vorrei…

Il Terminillo che vorrei è possibile: ci vogliamo credere, ci possiamo credere e ci dobbiamo  credere.

Il progetto per il Terminillo presentato con la lista Rietimerita, per Giosuè Calabrese sindaco, è chiaro, “semplice”, e sopratutto concreto. Il programma si sviluppa lungo 5 punti base, che l’amministrazione una volta eletta, si impegnerà a rispettare senza se e senza ma.

Il primo punto riguarda la manutenzione ordinaria, e non dovrei nemmeno scriverlo. Il fatto che  invece sia costretto a sprecare caratteri riguardo questo aspetto, indica che lo stato attuale delle cose ha raggiunto un livello davvero basso, e ci costringe a dover puntualizzare ed a prendere un impegno esplicito circa la cura del paese di Pian De Valli, e di tutte le aree e strutture limitrofe di competenza del Comune di Rieti. La vivacità di un paese di montagna passa anche dalla cura del manto stradale e da un efficiente illuminazione pubblica, il paese torna a vivere anche dalle piccole cose, riattivando un parco giochi per i più piccoli degno del significato della polirematica (“parco” e “giochi”), e garantendo una pulizia ed una manutenzione 365 giorni l’anno;

Il secondo punto riguarda la figura del coordinatore (o direttore) di stazione. E’ fondamentale per chiunque abbia un minimo di interesse per la montagna, istituire e rispettare questo ruolo. La persona in questione oltre a gestire e coordinare le attività e le associazioni presenti sul monte, si troverà a fungere da filtro per tutte le richieste che si vorranno avanzare presso il palazzo Comunale, evitando la frammentazione (e la relativa perdita di importanza) delle istanze circa le necessità e le criticità particolari del paese;

Il terzo punto riguarda gli impianti di risalita. Una montagna in una città che vuole vivere di turismo non può prescindere da questo, ed il comune deve avere una posizione chiara circa il rifacimento e l’ammodernamento sia delle strutture sia delle pratiche, a supporto dello sci, e di tutte le attività ad esso collegato. A scanso di equivoci: “si agli impianti!”;

Il quarto punto riguarda sempre il turismo, attività cardine del Comune di Rieti, di cui il Terminillo, data la sua forte spendibilità e attrattiva a livello di immagine, ne dovrà diventare il volano. Quello che deve essere sottolineato con maggiore forza, è il fatto che una montagna turistica, non può lavorare solo 4 mesi l’anno. Per il Terminillo va creata un’identità estiva, che deve passare attraverso il “Down Hill“, una disciplina ciclistica di forte richiamo. Anche se da molti (a torto) ancora considerato di nicchia, il Down Hill è uno sport che permette di effettuare discese sterrate a forte velocità con biciclette e protezioni speciali. Il Down Hill quindi per la sua particolarità, può essere la chiave di volta per una promozione e una sponsorizzazione del ciclo-turismo estivo su vari livelli, che grazie alla grande varietà di percorsi, potrà attrarre  un pubblico molto eterogeneo: dagli atleti professionisti alle famiglie con i bambini, fornendo così al Terminillo un’identità di  “montagna ciclistica”. Il forte indotto derivante da tutte le sfumature del ciclismo e del mountain biking  inoltre, si ripercuoterà positivamente su tutto il Comune di Rieti;

Quinto punto riguarda la piscina. Si deve trovare una soluzione, per quella che rischia di essere una delle poche cose peggiori rispetto ad un’opera incompiuta: un’opera compiuta ma non funzionante. è ormai abbastanza chiaro che così come è realizzata non potrà mai funzionare con continuità, ci si deve quindi impegnare a trovare un modo per trasformarla almeno in parte. Le idee sono tante, da centro fitness-spa, a pista di pattinaggio. Una cosa è certa, un’amministrazione che vuole governare anche al Terminillo, deve fare i conti con la questione piscina, e si deve impegnare a risolvere questo non facile problema, facendolo diventare un’occasione. Il successo dell’amministrazione a Pian de Valli, non si potrà definire tale finché non verrà trovata una soluzione definitiva a questa annosa questione.

Queste sono le linee guida del programma di “Rietimerita” per il Terminillo, il rilancio per me deve passare attraverso queste idee, che ho condiviso pienamente con colui che ne è il promotore: Giosuè Calabrese. Alcune delle idee sono state raccolte e perfezionate grazie all’aiuto ed ai suggerimenti degli operatori, dei turisti e dei residenti del Terminillo, e per questo vorrei ringraziarli tutti: dai più critici ai più propositivi, da chi mi ha spinto a tentare a chi mi ha messo in guardia; è con loro che tutti questi anni ho condiviso le mie battaglie, è per loro che mi sono candidato al consiglio comunale, ed è grazie a loro che spero di poter dare un contributo concreto al rilancio della nostra splendida montagna.

Alessandro Acciai