destino Comune

Rieti ed i reatini si lasciano alle spalle queste elezioni amministrative 2017 con molti strascichi polemici. Non voglio ritornare in questa sede sul livello della campagna elettorale, e non ho alcuna intenzione di approfondire la sportività della squadra perdente o di quella vincente in relazione ai rispettivi ruoli. Quello di cui abbiamo bisogno ora, come città e come cittadini, secondo me (secondo una mia opinione, che non è una verità assoluta) è trovare un “destino comune“.

Proverò quindi a spiegare brevemente, quello che in psicologia sociale, viene detto “scopo sovraordinato“. L’esperimento di seguito può essere, a mio avviso, facilmente interpretabile e sovrapponibile alla realtà politica e civile di Rieti, quindi mentre ne leggerete la descrizione, potrete fare i vostri parallelismi.

Continua a leggere “destino Comune”

Rieti DC

Il turno di ballottaggio si avvicina, e visto come sono andati gli eventi, mi pare doveroso fare un riassunto degli avvenimenti accaduti, ed esternare alcune mie riflessioni circa questa tornata elettorale.

Vorrei innanzitutto far presente a tutti i candidati sindaco (al ballottaggio e non), che Rieti per quanto bella e importante possa essere, non è Washington DC, e forse qualcuno confonde il Palazzo Comunale con la Casa Bianca. La campagna elettorale, per chi non lo avesse ancora capito, non è per la presidenza degli Stati Uniti, e i posti intorno al sindaco non sono quelli intorno al presidente Trump: non avremo nessun Capo di Stato Maggiore della Difesa, e nessun giudice della Corte Suprema. Mi chiedo quindi il motivo di questa sfrenata corsa alle poltrone, che  nemmeno i bambini dell’asilo quando giocano a “bussa orologio” fanno con così tanta enfasi.
Continua a leggere “Rieti DC”

Chi Ti Porta?

Pubblico solo ora un pezzo  che ho scritto venerdì 9 giugno 2017, due giorni prima della chiamata alle urne per il “rinnovo” del consiglio del Comune di Rieti. Mi scuso fin da ora perché il pezzo è incompleto, ma mentre finivo di scriverlo, mi sono accorto che era inutile terminarlo e pubblicarlo, e che non sarebbe cambiato nulla. Mi sbagliavo? Il dato sulle preferenze dei candidati consiglieri deve ancora uscire, ma sembra che per una volta ci abbia azzeccato:

 

Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono sempre i più belli. Sono i giorni che ti fanno capire perché le cose nella nostra città vanno male, e che danno un senso proprio alla ormai bistrattata democrazia rappresentativa. Queste poche righe non sono un “j’accuse”, sono uno sfogo, una fotografia (purtroppo ancora in bianco e nero) della nostra politica, e forse in fondo in fondo, sono una vana speranza che le malsane abitudini elettorali, tipiche di Rieti, possano ancora cambiare. 

Volevo chiudere questa mia esperienza elettorale, con un articolo sul bando (attenzione non sul progetto di Rieti) horizon 2020: un finanziamento del genere promosso da quella che dovrebbe essere la sinistra, e che a mio avviso, sta facendo vomitare nella tomba Marx, Marcuse, e Gramsci, nemmeno fossero andati tutti e tre insieme mangiare un sushi “all you can eat” con la direzione del PD.

Purtroppo però i miei ottimistici piani editoriali, sono andati a farsi  benedire dall’ultima fase della campagna elettorale: Rieti è ferma ancora alla prima repubblica, i voti, quelli “veri”, si ottengono con il vecchio sistema di “notabili”; non conta quanti anni tu abbia passato a studiare materie umanistiche, filosofiche e politiche, o quanto sia preparato nella tua professione, e subordinatamente a tutto ciò, quanto tu possa dare alla città. Ciò che fa la differenza,  è “chi ti porta” e/o il numero di mutuati su cui lo studio medico del quale sei il titolare può contare. Quindi alla luce di questa realtà, ho deciso di mettere in soffitta le “sovrastrutture”, ed in cantina la “pacificazione della città”, per dedicarmi ad un’affascinante disamina del “chi ti porta”.

Le candidature erano in genere quelle di “notabili”, che utilizzavano le loro reti di conoscenze e la loro capacità di mobilitare e di indirizzare gli elettori; se i candidati erano “ministeriali”, il prefetto assumeva un ruolo attivo, come i sindaci e i presidenti delle deputazioni provinciali per il candidato loro più vicino

Ballini P.L., Storie delle campagne elettorali in Italia, Bruno Mondadori, 2002, Milano

 

La situazione fotografata da Ballini nel suo saggio, è quella dell’Italia post unità, ma è attuale più che mai. I notabili, danno vita a quei fenomeni di “paternalismo-comunitario” , che De Sanctis descrive molto bene nel suo “Un viaggio elettorale”, tipici dell’ultima fase della campagna elettorale, e soprattutto del giorno stesso della chiamata alle urne. Si tratta di mettere in campo tutta una serie di atteggiamenti, e di forme di prevaricazione, volte a canalizzare il voto, da parte di chi ha in mano strumenti di “ricatto” (politico, morale, o economico). Più sono affilati questi strumenti, più preferenze si riusciranno ad ottenere. 

Qui è fondamentale ed entra nel vivo, il concetto di “chi ti porta”. All’inizio non capivo […]

 

Ricambio generazionale? Si ma al contrario. Politiche di sinistra? Si ma con il Rolex. La politica fa tutta schifo? Si ma voto il mio medico, perché mi può tornare utile. Rieti.

 

A.A.

 

Tre candidati per Cittaducale

Di seguito l’appello ai candidati Sindaco per il Comune di Cittaducale, da parte di Maurizio Perelli:

Gentili candidati,

mi chiamo Maurizio Perelli e sono il gestore, insieme a mia moglie Marina e a mia madre Maria Rita, del Bar Dragonetti sito in Corso Mazzini, Cittaducale. In questi giorni che i candidati si esercitano nell’arte della presentazione, ho deciso di giocare diversamente invertendo le parti per dirvi ciò che penso di questa terra e dei suoi bisogni. Vi scrivo innanzitutto per augurarvi un sereno cammino elettorale e con la speranza che le mie osservazioni vengano recepite e prese in esame, da chi vincerà e da chi ne uscirà sconfitto, fermo restando il compito centrale della minoranza nel coadiuvare l’attività di governo piuttosto che fermarsi alla mera opposizione. Io non so chi uscirà vincente da questa tornata elettorale, la competizione è di certo avvincente e ogni candidato ha peculiarità interessanti che rende difficile il compito dell’elettorato: permettere a Roberto di terminare l’attività iniziata in questi 5 anni? Affidarsi all’esperienza di Gino Felice Iacuitto? Puntare al rinnovamento generazionale e giocarci la carta di Leonardo? Vedremo cosa deciderà la cittadinanza, vera protagonista di questo momento. Nel frattempo però alcune cose mi sento di dirvele, vivendo il Capoluogo e il Comune per l’intero anno, con tutte le difficoltà che vive il commercio in questa epoca storica di congiuntura economica che sembra aver tramortito il vecchio Occidente. Quello che vi chiedo è di avere coraggio, perché di questo abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno del coraggio di una programmazione che non veda al prossimo anno, e neanche ai prossimi 5. Ben presto Rieti sarà collegata con una Superstrada ormai in fase di ultimazione (ancora 2 o 3 di lavoro massimo) a Terni, mentre nell’anno passato un altro balzo è stato fatto con il completamento di un ulteriore tratto della Salto Cicolana, per avvicinarci alla A24 e alla A25. Abbiate il coraggio di fungervi da attrattori per le Aziende che debbono necessariamente tornare nel nostro Nucleo Industriale,che giace in una condizione vergognosa per colpe non imputabili alle Amministrazioni Civitesi ma che è un bene di Cittaducale fondamentale per l’occupazione dei nostri ragazzi, che non possono essere costretti ad emigrare in massa o morire di lavori saltuari, magari in nero; cerchiamo tutti insieme di trovare un punto di incontro con il Governo Centrale, perché se la nostra economia soffre, soffre perché sono i giovani a trovarsi più in difficoltà negli anni in cui dovrebbero viceversa investire nella casa e nella famiglia. Gli effetti della disoccupazione sono lo scoramento, la sfiducia, significano affidarsi gioco forza alla pensione degli anziani, in questa anomalia storica dove per la prima volta i figli sono più poveri dei padri e spesse volte anche dei nonni. Qualsiasi politica giovanile che non veda come punto di arrivo il mercato del lavoro, è ricreazione, gioco, animazione. Abbiamo bisogno di pensare ai trentenni ma anche a quelli che oggi hanno quattordici anni, perché tra quattro anni questi ultimi potranno cominciare a decidere se andarsi a cercare il futuro altrove, e il futuro altrove è la morte di Cittaducale. So che vi sto chiedendo tanto, ma se il compito fosse semplice tutti potrebbero fare il Sindaco e invece mi piace pensare che dietro le vostre candidature vi sia un profondo esame di coscienza che vi ha portato a credere che davvero abbiate tutte le potenzialità per smarcare la regressione economica, che è anche regressione sociale e culturale. Se riparte il lavoro, riparte tutto, altrimenti siamo alle chiacchiere. Per giungere ad un obiettivo del genere c’è bisogno di duro impegno di concerto con l’Opposizione, che è un concetto che non esiste, visto che la Minoranza uscita dalle elezioni dovrebbe più che altro fungere da ulteriore strumento di Consiglio nel Governo della città, altrimenti siamo alle lotte per il Potere, e di questo Cittaducale non ha bisogno. Siate amici dei vostri amici, ma anche amici di chi vi contesterà in maniera disinteressata, perché magari lo farà guardando al Bene Comune, che è più importante della Poltrona dove uno di voi andrà a sedersi (o a risedersi, come nel caso di Roberto o del Candidato Gino Felice Iacuitto, che ancora non ho potuto conoscere in maniera approfondita a differenza dell’attuale sindaco e del candidato Leonardo Ranalli). Io non vivo e lavoro da sempre a Cittaducale, con mia madre e il mio amato papà siamo stati per oltre un trentennio sul Terminillo e lì ho potuto vedere davvero gli effetti della cattiva politica sul Territorio, devastanti e a tratti irreversibili; mi piace credere che la stessa politica possa invece generare effetti di eguale misura, ma buoni e positivi. Se vi sentite di lanciarvi in quest’ ultima direzione vi offro il mio lavoro gratuito per il territorio, ad ognuno di voi, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Sarebbe davvero interessante, oltre a riattirare sul territorio i Grandi Gruppi, lavorare per lo sviluppo di un sistema consortile del piccolo e medio commercio locale, dell’artigianato e dell’agricoltura, cercando di unire singole e piccole realtà all’interno di un macro-gruppo che tramite la forza dell’unione potrebbe scendere con più veemenza nel mercato, investendo con più sicurezza grazie alle spalle larghe che offre solamente la certezza di essere affiancati e non soli, in un mercato spietato.

Sono sicuro che Cittaducale abbia tanto da dire, anche in termini turistici; tanto per dire è stata recentemente inserita in una guida internazionale di pellegrinaggio che può essere, ve lo garantisco, un volano pazzesco in un’ottica di sviluppo sostenibile del fenomeno, con la messa a regime sia di un sistema di ospitalità diffuso che potrà riguardare il capoluogo e le frazioni e sia con il recupero di strade e sentieri che potranno unire tutte le realtà comunali; quei pazzi che spesso vediamo camminare con zaino in spalla potranno essere un giorno centinaia alla settimana come accade adesso nella Via Francigena e magari tra qualche anno anche qualche migliaio ad estate come accade nel Nord della Spagna, dove furono per primi proprio i municipi più piccoli a consorziarsi tra di loro intuendo le potenzialità di un fenomeno che in Italia ancora è stato poco compreso e che invece in quei territorio ha evitato lo spopolamento di interi centri abitati . Guardiamo lontano, perché non c’è niente da inventare, c’è solo da copiare dai migliori. A Cittaducale non manca nulla, non manca l’architettura di pregio, non manca il folklore, non manca una buona rete di Associazioni che operano per la promozione, non manca l’enogastronomia: manca soltanto il Sistema. Se mettiamo tutto a Sistema, a noi non ci ferma nessuno.

In ultimo, e poi smetto di tediarvi, vi dico che sono il Presidente di una Onlus, la Sostegno Cittadini Malati- Settimio Perelli (mio padre, scomparso 3 anni fa) che si occupa di assistenza alle persone colpite da invalidità; nello specifico ci occupiamo di anticipare il lavoro della ASL per quel che riguarda le forniture di ausili e presidi e di integrare le forniture di pannoloni e traverse. Mi piacerebbe creare a Cittaducale un tavolo permanente per la Salute degli Anziani e dei Disabili, con la convinzione sperimentata direttamente che con poche risorse si riesce a far di meglio di quello che riesce a fare un Servizio Sanitario vittima di una burocratizzazione che ricade interamente sulle spalle dei malati.

Buon Lavoro Signori

Questo è il mio programma, spero che qualcuno lo sposi.

In fede

Maurizio Perelli

Il Terminillo che vorrei…

Il Terminillo che vorrei è possibile: ci vogliamo credere, ci possiamo credere e ci dobbiamo  credere.

Il progetto per il Terminillo presentato con la lista Rietimerita, per Giosuè Calabrese sindaco, è chiaro, “semplice”, e sopratutto concreto. Il programma si sviluppa lungo 5 punti base, che l’amministrazione una volta eletta, si impegnerà a rispettare senza se e senza ma.

Il primo punto riguarda la manutenzione ordinaria, e non dovrei nemmeno scriverlo. Il fatto che  invece sia costretto a sprecare caratteri riguardo questo aspetto, indica che lo stato attuale delle cose ha raggiunto un livello davvero basso, e ci costringe a dover puntualizzare ed a prendere un impegno esplicito circa la cura del paese di Pian De Valli, e di tutte le aree e strutture limitrofe di competenza del Comune di Rieti. La vivacità di un paese di montagna passa anche dalla cura del manto stradale e da un efficiente illuminazione pubblica, il paese torna a vivere anche dalle piccole cose, riattivando un parco giochi per i più piccoli degno del significato della polirematica (“parco” e “giochi”), e garantendo una pulizia ed una manutenzione 365 giorni l’anno;

Il secondo punto riguarda la figura del coordinatore (o direttore) di stazione. E’ fondamentale per chiunque abbia un minimo di interesse per la montagna, istituire e rispettare questo ruolo. La persona in questione oltre a gestire e coordinare le attività e le associazioni presenti sul monte, si troverà a fungere da filtro per tutte le richieste che si vorranno avanzare presso il palazzo Comunale, evitando la frammentazione (e la relativa perdita di importanza) delle istanze circa le necessità e le criticità particolari del paese;

Il terzo punto riguarda gli impianti di risalita. Una montagna in una città che vuole vivere di turismo non può prescindere da questo, ed il comune deve avere una posizione chiara circa il rifacimento e l’ammodernamento sia delle strutture sia delle pratiche, a supporto dello sci, e di tutte le attività ad esso collegato. A scanso di equivoci: “si agli impianti!”;

Il quarto punto riguarda sempre il turismo, attività cardine del Comune di Rieti, di cui il Terminillo, data la sua forte spendibilità e attrattiva a livello di immagine, ne dovrà diventare il volano. Quello che deve essere sottolineato con maggiore forza, è il fatto che una montagna turistica, non può lavorare solo 4 mesi l’anno. Per il Terminillo va creata un’identità estiva, che deve passare attraverso il “Down Hill“, una disciplina ciclistica di forte richiamo. Anche se da molti (a torto) ancora considerato di nicchia, il Down Hill è uno sport che permette di effettuare discese sterrate a forte velocità con biciclette e protezioni speciali. Il Down Hill quindi per la sua particolarità, può essere la chiave di volta per una promozione e una sponsorizzazione del ciclo-turismo estivo su vari livelli, che grazie alla grande varietà di percorsi, potrà attrarre  un pubblico molto eterogeneo: dagli atleti professionisti alle famiglie con i bambini, fornendo così al Terminillo un’identità di  “montagna ciclistica”. Il forte indotto derivante da tutte le sfumature del ciclismo e del mountain biking  inoltre, si ripercuoterà positivamente su tutto il Comune di Rieti;

Quinto punto riguarda la piscina. Si deve trovare una soluzione, per quella che rischia di essere una delle poche cose peggiori rispetto ad un’opera incompiuta: un’opera compiuta ma non funzionante. è ormai abbastanza chiaro che così come è realizzata non potrà mai funzionare con continuità, ci si deve quindi impegnare a trovare un modo per trasformarla almeno in parte. Le idee sono tante, da centro fitness-spa, a pista di pattinaggio. Una cosa è certa, un’amministrazione che vuole governare anche al Terminillo, deve fare i conti con la questione piscina, e si deve impegnare a risolvere questo non facile problema, facendolo diventare un’occasione. Il successo dell’amministrazione a Pian de Valli, non si potrà definire tale finché non verrà trovata una soluzione definitiva a questa annosa questione.

Queste sono le linee guida del programma di “Rietimerita” per il Terminillo, il rilancio per me deve passare attraverso queste idee, che ho condiviso pienamente con colui che ne è il promotore: Giosuè Calabrese. Alcune delle idee sono state raccolte e perfezionate grazie all’aiuto ed ai suggerimenti degli operatori, dei turisti e dei residenti del Terminillo, e per questo vorrei ringraziarli tutti: dai più critici ai più propositivi, da chi mi ha spinto a tentare a chi mi ha messo in guardia; è con loro che tutti questi anni ho condiviso le mie battaglie, è per loro che mi sono candidato al consiglio comunale, ed è grazie a loro che spero di poter dare un contributo concreto al rilancio della nostra splendida montagna.

Alessandro Acciai