PoliticaMente

La passione politica non si può curare. È come una dipendenza: puoi “sospendere” il fare politica ma non puoi “smettere” di fare politica e ciò che mi ha spinto a tornare in prima persona a spendermi in questa tornata elettorale è proprio la passione e la convinzione che ad oggi, andando in controtendenza al dire comune, c’è una mancanza di politica e non un eccesso.

Per Aristotele siamo zoon politikon e senza andare troppo per le lunghe con l’aristotelismo e i suoi capisaldi posso dire che il filosofo greco ha tutto il mio appoggio quando intende la facoltà di linguaggio e il senso di politicità ciò che distingue l’homo sapiens dagli altri animali.

Ma perché secondo me c’è una carenza di politica? Perché il significato che do io alla parola “politica” è quello di unione tra l’esigenza di individualità e il bisogno di socialità delle persone e ad oggi mi sembra che la scollatura tra questi due aspetti sia troppo marcata. La politica dovrebbe mediare con il cittadino e i suoi bisogni: quelli personali (del singolo) e quelli collettivi (in quanto facente parte di un gruppo). Per farlo al meglio il ruolo della politica è quella di arbitro e di buon maestro, laddove c’è sana politica i cittadini con idee diverse si incontrano, si confrontano hanno un dibattito portano un risultato alla comunità e ne escono anche arricchiti individualmente. Politica è quindi una riunione di condominio, un meeting aziendale, un consiglio di classe, la cena della palestra, organizzare una vacanza con gli amici? è una delle prove politiche più dure.
In ognuno degli esempi che ho fatto possiamo riflettere su come la figura del mediatore ovvero di colui che sceglie il ristorante, che detta la linea di azione, che opta per una meta piuttosto che l’altra, sia fondamentale. Senza qualcuno che ad un certo punto fa la sintesi di tutte le posizioni e decide una linea piuttosto che l’altra prendendosene la responsabilità le discussioni, a tutti i livelli, sono utili come una riunione di condominio fantozziana.

Siamo animali politici perché nel nostro piccolo ognuno di noi può intavolare un dibattito sui temi che più gli stanno a cuore, progetti che coinvolgono zone della città, della propria frazione o del proprio condominio, idee per migliorare l’ambiente lavorativo o ludico.
Coinvolgendo colleghi, amici, parenti, conoscenti e compaesani il “politico” (di tutti i livelli) può e deve essere la sintesi, il nesso, il connettore, tra il bisogno del cittadino e quello della comunità.

Per questo ho sentito il bisogno e il dovere di candidarmi come consigliere al Comune di Rieti per le amministrative 2022, supportando la candidatura a sindaco di Daniele Sinibaldi nella lista di Fratelli di Italia.

A.A.

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