Rieti DC

Il turno di ballottaggio si avvicina, e visto come sono andati gli eventi, mi pare doveroso fare un riassunto degli avvenimenti accaduti, ed esternare alcune mie riflessioni circa questa tornata elettorale.

Vorrei innanzitutto far presente a tutti i candidati sindaco (al ballottaggio e non), che Rieti per quanto bella e importante possa essere, non è Washington DC, e forse qualcuno confonde il Palazzo Comunale con la Casa Bianca. La campagna elettorale, per chi non lo avesse ancora capito, non è per la presidenza degli Stati Uniti, e i posti intorno al sindaco non sono quelli intorno al presidente Trump: non avremo nessun Capo di Stato Maggiore della Difesa, e nessun giudice della Corte Suprema. Mi chiedo quindi il motivo di questa sfrenata corsa alle poltrone, che  nemmeno i bambini dell’asilo quando giocano a “bussa orologio” fanno con così tanta enfasi.

Il riassunto delle puntate precedenti, per chi lo avesse perso e fosse comunque interessato, è il seguente:

 

2 mesi dal voto: mi vengono proposte varie candidature, anche in partiti importanti (per le quali ora forse scriverei da consigliere eletto) e le rifiuto tutte pur ringraziando della fiducia, perché credo che in entrambi gli schieramenti la rappresentanza del mio territorio sia stata ampiamente coperta, e che andare a concorrere nello stesso schieramento di persone con più esperienza di me, o con le quali sono cresciuto non sia una buona idea;

40 giorni dal voto: mi viene proposta la candidatura di Giosuè Calabrese, lista civica, indipendente dai partiti, indipendente dalla “vecchia” logica della politica, corriamo da soli, non faremo l’ago della bilancia. Il programma è bello, mi viene chiesto un contributo per arricchirlo nelle tematiche per le quali ho studiato, ci credo, sono dentro;

39 giorni dal voto: inizio la campagna elettorale, non so ancora chi è candidato in lista con me, non ne conosco nessuno, ma inizio a proporre   il progetto come indicato nel punto precedente;

30 giorni dal voto: consegniamo la lista dei candidati per Rietimerita, si organizza una cena e conosco alcuni dei miei compagni d’avventura;

La campagna elettorale entra nel vivo: una bella esperienza, riusciamo a fare un bel gruppo di giovani e meno giovani provenienti da culture politiche molto diverse, affrontiamo la sfida elettorale con molto entusiasmo, siamo sempre “sul campo”, nonostante i nostri limitati mezzi economici ,elemento caratteristico di una lista civica (ci siamo pagati tutto da soli, dai facsimile agli aperitivi) . Ciò che colpisce me, ed i più attivi sul campo, è la totale assenza di campagna elettorale del candidato sindaco (dichiaratosi “allergico” ai 6×3 fin dall’inizio) e di molti dei candidati presenti nella lista, di cui non ricordiamo ne la faccia ne la voce;

11 giugno, si va al voto: ma senza rappresentanti di lista, perché i nomi da noi forniti con largo anticipo misteriosamente non sono stati inseriti in lista e quindi non sono accreditati nei seggi. Qualcuno fa un giro per i seggi, altri fanno giri in bicicletta , altri ancora, mai visti, iniziano ad apparire come per magia;

Notte elettorale: c’è chi segue lo spoglio del voto dal seggio, chi dal comitato elettorale e chi… Dal letto. I risultati sono evidenti fin dal primo seggio, testa a testa Petrangeli-Cicchetti sul 45%, testa a testa Rando-Calabrese sul 5%. Chiudiamo al 6% come lista e al 5% come sindaco. Buon risultato di lista ma ci aspettavamo di più. Senza i rappresentanti di lista non abbiamo la minima idea delle preferenze dei consiglieri;

12 giugno, prima riunione post voto: il candidato sindaco Calabrese, ammette la sua responsabilità nel risultato, sono mancati i “suoi” voti, è evidente e ciò potrebbe derivare da molteplici cause: l’avviso di garanzia? Un serrate i ranghi del PD e di Forza Italia? Una campagna elettorale inesistente? Una mancanza di fiducia da parte dei cittadini? Non abbiamo una risposta univoca, comunque a detta di Calabrese, la tentazione di lasciare la libertà di voto al “nostro” 6% è forte, ma non si escludono contatti con i candidati al ballottaggio volti ad un proseguo del programma;

14 giugno, seconda riunione post voto: molti ancora non hanno le preferenze, altri fanno una stima di quelle che potrebbero avere in base a quei pochi rappresentanti di lista inseriti. Calabrese apre la riunione presentandoci un foglio con le richieste per l’apparentamento tecnico, ci comunica che ha già fissato un incontro con Petrangeli e che ne fisserà uno con cicchetti a breve. Da quello che capisco, secondo Calabrese, l’unico modo per dare continuità al programma è quello di avere 3 consiglieri e un assessore in comune. Giro di interventi dei candidati consiglieri di Rietimerita, qualcuno si dichiara esplicitamente contro l’apparentamento (io per primo), altri nicchiano, altri ancora gongolano. Lascio la riunione dichiarando ancora una volta la mia contrarietà all’apparentamento;

15 giugno: mi arrivano telefonate da parte di candidati consiglieri che cercano di convincermi a restare in lista, ci sarebbero da “spizzicare” posti in Comune. Rispondo che se a 30 anni vendo la mia dignità per un posto in comune, non riuscirei più a guardarmi allo specchio. voci di un accordo già stretto con Petrangeli: smentito;

16 giugno: Cicchetti accetta “la quasi totalità” dei punti proposti circa il nostro programma, ma non è d’accordo sul concedere posti a discapito di chi lo ha fatto arrivare al 47%, nessun apparentamento tecnico per lui: non c’è accordo;

17 giugno: ore 12.00 gruppo whatsapp Team Calabrese, Giosuè manda una foto dell’accordo firmato (non specifica con chi, ma a questo punto non siamo idioti e capiamo che è Petrangeli), nel giro di un’ora esce la notizia dell’apparentamento su tutti i giornali e i siti di notizie locali, ma esce anche il comunicato che dichiara la presa di distanza mia, e di altre 9 persone circa la parte della lista favorevole all’apparentamento e il nostro ormai ex candidato sindaco. Iniziano le offese personali da parte di alcuni candidati consiglieri nel Team di whatsapp, che mi sento in diritto e in dovere di chiudere immediatamente, lo avevo creato io per la rassegna stampa giornaliera di notizie, non per insultare. Iniziano ad arrivare molti attestati di stima per la nostra coerenza, mi fanno piacere e mi sorprendono allo stesso tempo, è così difficile trovare qualcuno che mantiene la parola data?

Ultima settimana: il clima della campagna elettorale sale, fortunatamente la corsa alla Casa Bianca sta finendo.

Dal riassunto appena sopra, si intuisce come mi senta tradito politicamente ed umanamente. Tutta questa faccenda, dal mio punto di vista, è stata gestita malissimo e ha portato all’inevitabile epilogo di una spaccatura della lista.

Se è vero che il nostro programma era da portare avanti con ferma convinzione, perché si è dovuto spingere su un apparentamento di natura tecnica (la lista entra nella coalizione insieme alle liste del sindaco che si appoggia)? Il nostro rappresentante in Consiglio Comunale lo avremmo comunque avuto, anche senza apparentamento,  e chi meglio di Giosuè Calabrese avrebbe potuto lottare per il programma di Rietimerita. Inoltre come avevo fatto presente nella riunione del 12 giugno, quella subito dopo il voto, per come nasce una lista civica e per le anime politicamente trasversali che raccoglie, è normale che un apparentamento di qualsiasi natura porti ad una spaccatura.

Perché fare una campagna stampa bombardando l’elettorato con titoli del tipo “nessuna trattativa ne prima ne dopo l’11 giugno” o “corro solo diventare sindaco non farò l’ago della bilancia” o ancora “il nostro 6% non è in vendita”? Alla luce di questi fatti, ora non ci si può lamentare se si è bersagli di aspre critiche:  1711 persone ci hanno votato per essere rappresentate, non barattate in cambio di un accordo, sia esso banalmente sulle poltrone, o più nobilmente  anche sul programma.

Vorrei inoltre aggiungere che ogni goffo tentativo, da parte di alcuni alcuni esponenti di spicco rimasti dentro la lista Rietimerita, presso l’opinione pubblica, per far passare il messaggio di un dissidio rientrato, non fa altro che alimentare i nostri malumori. Non è assolutamente vero che il 90% dei 10 sottoscriventi il comunicato di presa di distanza dall’apparentamento ora sono d’accordo.  

Pretendere di portare avanti un programma avendo preso il 6% è arrogante. Il risultato sarebbe stato buono come base su cui lavorare come gruppo civico da qui a 5 anni, ma imporre una rappresentanza maggiore rispetto a quella per cui si è stati votati, sarà anche legale, ma per me è anti democratico. La cittadinanza non ci ha premiato come credevamo, probabilmente non ha recepito pienamente il nostro programma perché non gli è arrivato, perché non l’ha capito, perché non siamo stati in grado di esporlo adeguatamente, o molto più semplicemente perché non lo ha ritenuto valido. Ma sopratutto ha bocciato il nostro candidato sindaco (che ha preso meno voti della lista ndr), perché non è stata convinta, perché non lo conosceva bene, o forse perché lo conosceva fin troppo bene.

Quindi nel caso in cui si nutrissero ancora dubbi in merito, con la presente, rinnovo la mia presa di distanza dalla lista Rietimerita e dal candidato sindaco Giosuè Calabrese. Io ne sono fuori, nettamente, senza ambiguità. È un segno di rispetto verso chi mi ha votato e verso chi mi ha spinto a candidarmi, voglio che le 44 persone che hanno posto la loro fiducia in me, siano orgogliose del mio operato politico, ed una presa di posizione di questo genere, è uno dei gesti più politici che io abbia mai fatto.

Dopo un “giochetto” del genere, non mi sento più rappresentato e non mi sentirò mai più rappresentato dagli esponenti della mia ex lista che andranno in consiglio, sia 1 nel caso di una loro sconfitta, siano 3 più le varie poltrone e sottopoltrone nel caso di una loro vittoria.

Sarò anche l’ultimo dei romantici, o il primo degli stronzi, ma la penso così.

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